ORARIO S.MESSE IN SANTUARIO: dal lunedi al sabato compreso ore 19:00, domenica ore 7:00, 8:30, 10:30, 19:00 (VO)

Il S.Rosario in Santuario, è recitato tutti i giorni alle ore 18:40 (sabato e domenica compresi).

 "CENTRO RICREATIVO PARROCCHIALE SAN FILIPPO NERI": vedi programma nelle NEWS

5x1000 per il nuovo centro parrocchiale: C.F. 93103660234.

Azione cattolica italiana

 

L‘Azione Cattolica è una associazione di laici che hanno risposto ad una chiamata particolare del Signore e hanno deciso di impegnarsi nella loro comunità parrocchiale. 

  

Essere di AC esprime la risposta alla chiamata a vivere da laici cristiani associati, col desiderio di servire la Chiesa a tutto campo, senza preclusione per alcun servizio, con la voglia di conoscere sempre di più, con la ragione e con il cuore, la fede ricevuta nel battesimo.  

  

Il cristiano di AC vuole rendere ragione della propria fede, e pertanto vuole approfondirla con la fatica della formazione continua, cercando con essa le risposte ai grandi e nuovi interrogativi che pone l’evolvere veloce del nostro tempo, e le risposte trovate le sa vivere nel quotidiano della vita familiare, lavorativa ed ecclesiale con il comportamento di chi sa di “essere di questo mondo, ma non di questo mondo”. 

  

La fretta di tutti i giorni, un affievolimento nella cura della propria vita spirituale, il contesto che non favorisce la trasmissione di contenuti cristiani, rischia infatti di “incrostare” la nostra vita, al punto tale da non saperne più leggere la presenza del Signore; gli incontri associativi diventano pertanto occasioni per raccontare quello che il Signore ha fatto a noi, alle nostre parrocchie, alle nostre associazioni. 

  

La peculiarità dell’AC è la dimensione associativa, che ci dà la possibilità di avere legami forti con altre persone, di fare incontri “veri” tra persone, di fare un cammino formativo comune, guidati da una forte spiritualità e da una particolare esperienza religiosa, supportati da un’organizzazione sia a livello diocesano che nazionale.   

  

  

attivita’: 

  

- incontro di catechesi mensile seguendo il sussidio diocesano 

  

- animazione del momento di adorazione eucaristica ogni primo venerdi’ del mese (novena del Sacro cuore e coroncina) 

  

- animazione del momento di adorazione al Sacro cuore di Gesu’ durante tutto il mese di giugno  

  

- cineforum (vite dei Santi o altre tematiche cristiane) 

 

  

riferimenti: Padre Massimo, Rosa Maria Zordan (045 955624), Luigi Miglioranzi (045 986217) 

  

FORMAZIONE ADULTI

 

Ieri diventare adulti significava entrare nella stabilità, trovare un lavoro, formare una famiglia , oggi non è più così, l’identità ha bisogno di continua ricerca, manca la stabilità nel lavoro, in famiglia, nelle relazioni. La fede non si gioca al di fuori delle nostre appartenenze, per cui l’atteggiamento da maturare è quello del pellegrinaggio, tipico dei discepoli del Signore. La crisi sta nel passaggio, nel vivere cioè il nostro tempo dentro le realtà future, nel far risuonare la Parola dentro la realtà dell’uomo. In chiave associativa questo significa prendere atto dei passaggi considerandoli come occasioni propizie per portare a compimento le promesse fatte. Per divenire cristiani c’è bisogno di essere accompagnati, perché tali non si nasce ma si diventa, il rischio grande è quello di non riuscire a rendere adulti i cristiani nella fede. Dobbiamo mettere nella bisaccia cose nuove per aiutare le persone a crescere, a formarsi. 

 

Noi come adulti dobbiamo per primi essere appassionati alla vita, è questo il settore in cui si coglie maggiormente l’unitarietà, l’adulto infatti è colui che ha già fatto un pezzo di strada e sa vedere il prima e cogliere il dopo, perché si trova nel mezzo, con da un lato i figli e dall’altra gli anziani .Gli adulti hanno bisogno di cristianesimo, del messaggio che tocchi la vita, il cuore. Hanno bisogno di essere ascoltati e considerati, ci sono adultissimi che non si ritrovano più nel linguaggio ecclesiale, adulti che troppo occupati in mille cose, non sanno più mettersi in gioco, e ancora adulti che si portano dietro fatiche, divisioni familiari, fallimenti. Don Primo Mazzolari diceva che “Il vivere comune associativo fa avvicinare le persone”. 

L’A.C. ci chiama ad essere discepoli ed apostoli alla sequela di Cristo. 

Siamo chiamati ad essere responsabili della vita con un’attenzione particolare alla comunità e dal mondo. Nella 1°lettera di Pietro si dice che I laici “vengono consacrati per formare un sacerdozio regale e una nazione santa (1Pt 2, 4-10) onde offrire sacrifici spirituali mediante ogni attività e testimoniare dappertutto il Cristo.” Il gruppo diviene il luogo di incontro e di maturazione delle persone, dove si impara lavorando insieme con umiltà a ritrovarsi e a riconoscersi. Abbiamo bisogno di punti di riferimento, di persone esperte, per cui è importante partire dal testo che l’A.C. offre, un testo che sa dare un’ampiezza di vedute. 

L’emergenza educativa è una grossa sfida per la nostra associazione. Bisogna invertire una mentalità che vede la formazione come un dovere, mentre la formazione deve essere un diritto. Fin da bambini siamo abituati a formarci, si va a scuola per questo, noi dobbiamo pensare che anche la formazione cristiana è importante e in A.C. è strettamente legata al Vangelo, per un cammino di santità. La scelta di concentrarsi nella formazione in A.C. assume i tratti della profezia, infatti è il luogo teologico dell’incontro dell’uomo con Dio rivelato in Cristo. Vi è un equilibrio profondo tra due momenti: la formazione e l’autoformazione. I responsabili diocesani devono aver a cuore i responsabili parrocchiali, e preoccuparsi della formazione dei formatori. I ricomincianti rappresentano una sfida per l’A.C. per cui occorre investire in tal senso. 

Oggi è importante mettere a fuoco una pedagogia dell’accompagnamento dei ricomincianti a misura di adulti. Questi sono gli ingredienti necessari: 

esigenza di prendere le persone come sono senza pregiudizi; 

ascoltare prima di proporre; 

tener conto della disponibilità di tempo; 

capacità di condivisione anche nella vita fatta di ferite che queste persone portano; 

 ricerca ecclesiale autentica, non eroi solitari. 

 

In questo triennio siamo chiamati a mettere al centro la parrocchia, che non significa escludere la diocesanità. Con la gerarchia abbiamo un rapporto “affettivo ed effettivo” diceva il cardinal Tettamanzi. L’esperienza associativa deve aiutare le parrocchie ad uscire, ad aprirsi verso l’esterno. 

Da 140 anni l’A.C. sceglie di seguire la parrocchia perché l’A.C. è una particolare forma di ministerialità laicale.  

I C.P.P. sono luoghi di coordinamento delle attività più che luoghi di discernimento, anche qui c’è bisogno di formazione, e per chi lo chiede stiamo facendo formazione come associazione diocesana. Le comunità hanno bisogno di laici maturi per portare avanti la missione della chiesa. 

 

 

 

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