ORARIO S.MESSE IN SANTUARIO: dal lunedi al sabato compreso ore 19:00, domenica ore 7:00, 8:30, 10:30, 19:00 (VO)

Il S.Rosario in Santuario, è recitato tutti i giorni alle ore 18:40 (sabato e domenica compresi).

La Novena inizierà venerdì 15 e terminerà domenica 24 novembre 2019

5x1000 per il nuovo centro parrocchiale: C.F. 93103660234.


SOLENNE INCORONAZIONE

 

11 NOVEMBRE 2005

 

L’11 novembre 2005 passerà alla storia della nostra parrocchia ma anche per tutti i devoti di Maria e i zelatori del nostro santuario. Il ritorno della statua restaurata della Madonna della Salute ha infiammato per molti giorni i cuori di tutti i devoti di Maria e finalmente dopo undici mesi di restauro è ritornata in mezzo ai suoi figli.  Sopra un carro trainato da quattro magnifici cavalli bianchi su un bellissimo trono tutto d’oro, con un cuscino di profumatissime rose bianche: così si è presentata alle più di settecento persone che la attendevano alle curve del forte Gisella alle ore 20:00 del giorno di san Martino.

 

Scortata da sei cavalieri, dalla banda di Dossobuono, da moltissime bandiere tra cui campeggiava alla testa della processione il gonfalone della Città di Verona con cui l’Amministrazione comunale ha voluto essere presente, dalle autorità civili e militari, da uno stuolo di chierichetti, dai bravi alpini che hanno mantenuto l’ordine, dal picchetto d’onore e da tante e tante persone: così è arrivata a noi la nostra Madonna. Certamente non fu così secoli or sono quando, Luigi Borella orefice di Dossobuono portava su un carro quella statua che aveva acquistato dai monaci agostiniani di sant’Eufemia, vista in un angolo del chiostro. Voleva, il Borella, costruire un piccolo capitello nei suoi poderi ma, arrivati nei pressi dove oggi sorge il santuario, gli animali non vollero più andare avanti. In quel luogo vie erano solo campi e qualche casa disseminata lungo l’importante via di comunicazione tra Verona e Mantova. Vennero in soccorso dei contadini ma nulla da fare, il carro non si muoveva da lì. L’acuto Borella capì che forse proprio in quel luogo la Madonna voleva sorgesse quell’edicola. Venerdì 11 è accaduto qualcosa di simile. Sembrava che il carro non volesse entrare nel sagrato. Ha atteso fuori per qualche minuto ma poi ecco l’ingresso solenne con la quadriglia di cavalli bianchi, le campane a festa, il picchetto d’onore, quattro trombe scintillanti che con i loro squilli, uniti agli squilli del cielo, accoglievano la venerata statua. Il vescovo, mons. Maffeo Ducoli, anch’esso emozionato per quest’evento, ha accolto la statua e nell’omelia ha invitato tutti i presenti a leggere questo evento attraverso l’icona della Visitazione: come allora Maria visitò la cugina Elisabetta ed espresse il suo cantico di lode così ora Maria visita tutti noi e ci porta la sua benedizione. E noi insieme con lei eleviamo il nostro Magnificat: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo Nome”. Ma il momento più significativo giunge dopo l’omelia magisteriale del vescovo. E’ il momento tanto atteso: la solenne incoronazione del Bambino e della Vergine.

 

La preghiera per l’incoronazione dice: “Guarda con bontà, Signore, il tuo popolo, che nel porre il diadema regale all’immagine del Cristo e della Madre sua riconosce il Signore Gesù Re dell’Universo e acclama Regina la Vergine Maria. Concedi, o Padre, che seguendo il loro esempio anche noi ci consacriamo al tuo servizio e ci rendiamo disponibile l’un l’altro nella carità; così nella vittoria sull’egoismo e nel dono senza riserve adempiremo alla tua legge e condurremo a te i nostri fratelli. Fa che siamo lieti di vivere umili e poveri in terra, per raggiungere un giorno la gloria del cielo, dove tu stesso darai la corona della vita ai tuoi servi fedeli”. Ecco, viene imposta la corona al Bambino Gesù. Le trombe suonano lo squillo scritto appositamente dal maestro Paolo Pachera per questo evento. La nuova corona, sbalzata in argento dall’orafo veronese Tommasi porta incastonati due rubini, tre topazi azzurri e tre topazi gialli. La corona è stata completamente offerta da una famiglia della parrocchia e sostituisce la corona rubata anni or sono. Infatti alcuni decenni fa un furto sacrilego aveva sottratto alcuni oggetti d’oro appartenenti da secoli alla Madonna e da due corone d’argento datate alla fine del XVIII secolo. Dopo qualche tempo si trovò la sola corona della Madonna in una discarica di rifiuti nei pressi di Negrar. La nuova corona costruita come copia esatta dell’originale è un prezioso manufatto di rara bellezza. Non erano terminati gli squilli delle trombe che altri suoni, ancora appositamente scritti per l’occasione vibrano nell’aria all’imposizione della corona alla Beata Vergine. Un grido di gioia trasalì tutti gli astanti e il popolo acclamava “Viva Maria!”. Era il suggello della nostra devozione e del nostro amore alla Madonna della Salute ora incoronata Regina. Sulle note dell’alleluia dall’Exultate Jubilate di Mozart, cantata da Roberta Canzian, viene concluso il solenne rito che di certo rimarrà vivo in ogni persona presente. La grande affluenza di pellegrini nei giorni della novena testimoniano l’amore e la devozione a Maria Regina della Salute. 

 

(Per chi desidera è possibile avere copia del dvd della solenne incoronazione,informazioni in canonica.)

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